Come riconoscere e trattare la rinite allergica
Starnuti frequenti, naso che cola, occhi arrossati: sarà un raffreddore virale o una rinite allergica? Per capirlo è necessario osservare bene i sintomi e le loro caratteristiche. Fra i criteri più utilizzati nella pratica clinica ci sono la durata dei sintomi e la relazione fra comparsa dei sintomi ed esposizione a potenziali allergeni (pollini, peli di animali, polveri).
Se non è la prima volta che i sintomi compaiono nel corso dell’anno, possiamo chiederci se gli episodi sono stagionali o se si ripresentano in condizioni particolari (muffe, ambienti polverosi, presenza di animali).
Le sintomatologie più comuni e diffuse sono in genere la tipica congestione nasale, accompagnata da scolo nasale, prurito, lacrimazione degli occhi, tosse e infiammazione delle mucose. Esistono però dei sintomi più gravi, come l’asma, lo shock anafilattico con perdita di coscienza, che – nei casi più gravi – può addirittura condurre alla morte. Anche nei casi meno pesanti, sintomi di questi tipo possono influire negativamente nello svolgimento delle normali azioni quotidiane. Per non parlare dei costi sociali e sanitari che ne possono conseguire.
Spesso i sintomi dell’allergia possono essere molto simili a quelli di un raffreddore.
Se questi però continuano nel tempo, con un’accentuazione delle problematiche in determinati periodi dell’anno, è il caso di effettuare dei test per essere certi di essere di fronte a un’allergia. Alcuni test, come quelli cutanei che vengono effettuati iniettando in un lembo di pelle estratti di diversi tipi di allergeni, permettono di verificare la risposta infiammatoria già visivamente. Esistono poi dei test più accurati e approfonditi come quelli che si eseguono individuando le IgE nel sangue.
Quando si presentano i sintomi di un’allergia, è assolutamente necessario agire subito. Se è vero che esistono dei vaccini che costituiscono l’unico trattamento desensibilizzante per frenare l’infiammazione – da fare nei periodi in cui non ci sono pollini – per placare le infiammazioni è possibile far uso di antistaminici, antileucotrienici o cortisonici da spruzzare o inalare. Possibile, anche, utilizzare un broncodilatatore ma è sempre necessario consultare prima il proprio medico.
La prevenzione migliore è certamente quella che consiste nell’evitare il contatto con l’allergene.
Ciò, però, non è certamente facile nel caso delle allergie da pollini. Il consiglio è, dunque, quello di evitare di restare all’aperto per lunghi periodi, di chiudere le finestre, utilizzando sistemi di filtri e condizionamento per gli ambienti. A differenza di quanto si possa pensare, i pazienti affetti da un’allergia stanno meglio in campagna che in città. L’inquinamento atmosferico e le temperature elevate della città, infatti, amplificano le allergie. Proprio per questo, è consigliabile privilegiare il mare, che ha la capacità di spazzare via i pollini presenti nell’aria.
Se, poi, i sintomi non accennano a diminuire e perdurano nel tempo, è anche possibile una immunoterapia con molteplici iniezioni di allergene diluito a concentrazioni crescenti, che consentano di abituare il corpo alla presenza dell’allergene, riducendo la risposta immunitaria che scatena, per l’appunto, l’allergia.

