Allergia al lattice: quali precauzioni prendere in cucina?
Guanti, elastici, preservativi. Non basta depennare questi oggetti dall’uso quotidiano per sfuggire ad ogni pericolo. L’allergia al lattice impone attenzione anche a tavola. Il motivo è la cross-reattività legata alla presenza negli alimenti di proteine dalla struttura simile a quella degli allergeni del lattice.
La contemporanea allergia al lattice e ad alcuni tipi di frutta viene riconosciuta con il nome “sindrome latex-fruit”
Alcune persone con allergia al lattice possono manifestare anche delle sensibilizzazioni nei confronti di certi alimenti, specialmente di origine vegetale, che contengono proteine simili a quelle del lattice. Un’allergia di tipo inalante come quella al lattice, quindi, potrebbe creare problemi anche consumando degli alimenti che nulla sembrano avere a che fare con questo materiale usato soprattutto in ambito sanitario.
Le più comuni allergie lattice-correlate sono quelle a noci e banane, ma anche altri tipi di vegetali:
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kiwi
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ananas
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avocado
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melone
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pesca
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fico
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frutto della passione
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mango
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patata
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pomodoro
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nocciole
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arachidi
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castagne
Una ricerca pubblicata sulla rivista Biochemical Society Transactions stima che circa il 30-50% degli allergici al lattice manifesti sensibilità verso alimenti di origine vegetale.
In genere, l’allergia al lattice scatena sintomi prettamente cutanei (orticaria, angioedema, arrossamento, vescicole, eritemi), spesso associati a deficit respiratori (asma, rinite, ipossia, dispnea). Ma può anche indurre sindrome orale allergica e shock anafilattico.
In caso di sospetto di allergia al lattice è necessario eseguire una visita allergologica
Successivamente ad un’anamnesi specifica il sospetto può essere verificato mediante test cutanei ed ematici. Il test cutaneo consiste in un prick test con estratto di lattice standardizzato. Nel caso in cui non risulti eseguibile o risulti negativo a fronte di un consistente sospetto clinico, l’allergia può essere indagata con un prelievo per dosare le IgE specifiche per il lattice e per i suoi principali allergeni. Se entrambi i test risultano negativi, ma rimane il sospetto, si può eseguire un test di provocazione generalmente verificando gli effetti dell’uso di un guanto in lattice sotto controllo clinico.
Per l’allergia al lattice non esiste al momento una cura risolutiva. Quindi, chi ne soffre deve per prima cosa evitare qualsiasi contatto con oggetti in lattice ed alimenti che possono scatenare la cross-reattività
Vista la gravità dei disturbi provocati dalla sindrome latex-fruit si raccomanda l’eliminazione dei frutti e dei vegetali “incriminati” una volta giunti a diagnosi, così come avviene nelle allergie alimentari tradizionali. In caso di sintomi si può ricorrere immediatamente a farmaci antistaminici per bocca e a quelli a base di cortisone. Chi per lavoro è a rischio di contatto o inalazione del lattice si consiglia l’immunoterapia specifica (ITS), sublinguale, che però può essere usato solo in casi molto particolari e sotto la supervisione del medico.
Lo Studio Medico Malaguarnera di Catania, grazie alla sinergia dello specialista allergologo e del nutrizionista, è in grado di offrire la migliore risposta per la diagnosi e la cura dell’allergia al lattice che richiede un approccio multidisciplinare.
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