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Anche l’autunno è tempo di allergie

Anche l’autunno è tempo di allergie

Se eravamo abituati a starnuti e allergie principalmente nel periodo primaverile, adesso possiamo assistere a questi fenomeni pure in pieno autunno. Il polline potrebbe essere sempre più presente nell’arco dell’anno iniziando precocemente in primavera (fino a 40 giorni prima) e allungandosi a fine estate anche tra settembre e ottobre (fino a due settimane dopo). I motivi sono molteplici ma hanno un unico comune denominatore: i cambiamenti climatici in atto.

Tra tutti i pollini di questo periodo, i più pericolosi sono generalmente quelli della parietaria e dell’ambrosia.

Quest’ultima, nello specifico, inizia la sua impollinazione ad agosto, dando il via ad un processo che può talvolta durare anche fino alle alle prime settimane dell’autunno, prolungando di fatto il tempo di esposizione dei pazienti agli allergeni.

Nel periodo autunnale non abbiamo solo allergeni esterni (outdoor) legati alla pollinazione di alcune piante, ma anche allergeni presenti negli ambienti interni (indoor). Questi ultimi infatti rispetto al periodo estivo sono meno arieggiati, di conseguenza aumenta l’umidità e con essa la concentrazione di muffe e acari della polvere.

Le muffe (Alternaria, Cladosporium, Aspergillus) possono causare reazioni allergiche, sia all’aperto e sia al chiuso, in ambienti particolarmente umidi. Le muffe possono essere responsabili di reazioni allergiche particolarmente severe: non solo oculorinite ma, in alcuni casi e nelle persone predisposte, anche violenti crisi asmatiche. Gli acari possono essere la causa di reazioni di tipo respiratorio, come rinite, rinocongiuntivite e asma, ma anche cutanee. Gli acari della polvere sono gli allergeni più frequenti nelle nostre case: sono minuscoli animali, della stessa famiglia dei ragni, non visibili a occhio nudo, che si riproducono nella polvere e si cibano del nostro epitelio di sfaldamento cutaneo. Si annidano soprattutto nei materassi, nei cuscini, nei tappeti, nelle librerie e laddove è più difficile combattere la polvere.

Quando un individuo predisposto a sviluppare allergia entra in contatto con una concentrazione elevata di allergene (pollini, muffe o acari) si determina la produzione di IgE, glicoproteine coinvolte nella risposta immunitaria dell’organismo contro uno specifico allergene.

Quando poi il contatto si protrae si innescano una serie di fenomeni infiammatori con rilascio di mediatori propri dell’allergia come l’istamina e interleuchine specifiche che portano alla comparsa dei sintomi. Abbiamo dunque a che fare con una rinite allergica, la quale come è noto comporta starnuti, naso gocciolante, lacrimazione, prurito agli occhi e tosse. In alcuni individui a questi sintomi diffusi si somma anche l’asma.

Test allergici ai farmaci

Una corretta diagnosi è fondamentale per identificare la vera causa dell’allergia e studiare un trattamento mirato.

Nelle malattie allergiche la prevenzione inizia con l’eliminazione dell’allergene o con la sua riduzione laddove possibile. Seguendo i calendari pollinici è possibile sapere con precisione quando i pollini delle piante a cui si è allergici sono più attivi per evitare, se possibile, l’esposizione. Per quanto riguarda l’ambiente domestico è importante ridurre la temperatura e l’umidità degli appartamenti e eliminare l’esposizione al fumo di sigaretta.

La terapia è personalizzata e dipende dal quadro del paziente. In generale, per la rinite la terapia gold standard è rappresentata da farmaci steroidi topici come gli spray nasali. In alcuni casi si può usare una terapia topica combinata steroidea e antistaminica. Per diminuire la sintomatologia correlata alla rinite (prurito del cavo orale, starnuti, prurito al naso) possono essere utili farmaci antistaminici. Per l’asma sono invece disponibili farmaci specifici: nella maggior parte dei casi il controllo della malattia si ottiene con farmaci corticosteroidei per via inalatoria che possono essere associati anche a farmaci broncodilatatori.

Se anche tu riferisci un peggioramento dei sintomi (ostruzione nasale, starnuti, naso che cola) propri delle allergie autunnali prenota una visita con il dottor Michele Malaguarnera, specialista in allergologia e immunologia di Catania, chiamando i seguenti numeri: 0957150323 / 3471143326.

Allergia agli acari

Allergia agli acari della polvere: cosa sapere e cosa fare per prevenirne i sintomi

Invisibile a occhio nudo, l’acaro abita la Terra da quasi 300 milioni di anni e più di recente ha colonizzato le nostre abitazioni dove prolifera indisturbato tra la polvere e, dunque, si trova dappertutto: materassi, tappeti, divani, coperte.

Acari

È un allergene “perenne”, tra i più temuti e fastidiosi, responsabile della maggior parte dei casi di allergia respiratoria e cutanea.

A differenza di altre allergie comuni, essa non colpisce solamente durante una specifica stagione, e per questo motivo chi ne è colpito si trova a fronteggiarla, con alti e bassi, per tutto l’anno (anche se va detto che durante la stagioni fredde il riscaldamento delle case e l’areazione limitata rendono questa allergia più diffusa).

Studi recenti hanno affermato che gli acari, comunemente presenti nei nostri ambienti domestici, sono responsabili per circa il 75% delle allergie a carico dell’apparato respiratorio.

Ovviamente la causa dell’allergia agli acari sono gli stessi artropodi presenti pressoché ovunque nei nostri appartamenti, grazie al clima caldo e umido tipico delle nostre abitazioni moderne. Questo non significa però che l’allergia sia causata da delle punture o da dei morsi di acaro. Niente affatto: gli allergeni, in questo caso, sono dei particolari enzimi presenti nelle feci dell’acaro. Queste ultime sono parte integrante della polvere che si deposita nella nostra casa e, una volta respirate (per una folata d’aria, o semplicemente per aver ‘alzato’ della polvere dal letto nell’atto di sdraiarsi) danno il via alla reazione allergica.

Maggiore è il tasso di umidità e maggiori sono le temperature, più alto sarà, probabilmente, il numero di acari presenti in casa.

Bambini allergia polline

Sono i bambini le vittime preferite dagli acari. L’allergia agli acari non solo è la più comune, ma anche la più precoce ed infatti si può riscontrare già nei primi anni di vita.

Si manifesta soprattutto con sintomi nasali, quali il naso chiuso, gli starnuti, il naso che cola ed il prurito nasale, che infastidiscono il bambino soprattutto nell’ambiente domestico ed in particolare nella camera da letto, dove possono essere presenti anche peluche, tappeti e giocattoli. La sintomatologia può variare anche considerevolmente da soggetto a soggetto. In alcuni casi particolarmente lievi ci si limita a degli starnuti e ad una leggera ostruzione nasale, mentre in altre situazioni a questi primi sintomi si vanno a sommare rinite, asma, lacrimazione, prurito al naso e al palato, arrossamento degli occhi, malessere generale e debolezza, oppressione toracica, disturbi del sonno e, in situazioni particolari, eruzioni cutanee ed eczemi.

Come riconoscerla?

Una leggera allergia agli acari potrebbe essere confusa, in un primo momento, con un semplice raffreddore. Laddove non curata, però, l’allergia dura molto più di un raffreddore, ma non è tutto qui: a distinguere l’allergia vi è anche il suo andamento altalenante, con dei picchi nei momenti in cui ci si trova in ambienti chiusi e con uno scarso ricambio d’aria.