Orticaria cosa fare

Cosa fare se si ha l’orticaria?

manifestazioni cutanee più comuni: frequentemente è superficiale (epidermica), può apparire su una parte limitata del corpo (localizzata) o essere distribuita su grandi aree (diffusa). Quando colpisce gli strati più profondi della pelle si parla di angioedema.

I soggetti allergici hanno un rischio maggiore di manifestare orticaria.

La causa più comune è rappresentata da reazioni allergiche a farmaci oppure ad alimenti, che stimolano l’organismo a rilasciare sostanze chimiche in grado di innescare la comparsa di gonfiore e rossore diffuso. Può tuttavia essere causata anche da infezioni, stress ed altro.

Possiamo distinguere due casi principali:

  • orticaria acuta, se il fenomeno sparisce nell’arco di sei settimane;
  • orticaria cronica, se persiste più a lungo (talvolta anche per anni).

Mentre l’orticaria acuta è frequentemente causata da una reazione di tipo allergico, la forma cronica ha spesso una causa autoimmune.

Circa il 70% degli episodi di orticaria si manifesta in forma acuta. Insorge rapidamente, raggiungendo il picco in 8-12 ore, per poi guarire spontaneamente entro uno o due giorni.

Possono essere causa di orticaria acuta:

  • Alimenti. Ogni alimento può scatenare un’allergia, ma quelli a maggior rischio sono molluschi, pesce, frutta a guscio, uova, cioccolata, latte.
  • Farmaci. Potenzialmente tutti i farmaci possono causare l’orticaria, ma tra quelli più comunemente coinvolti troviamo antibiotici e antinfiammatori (come aspirina, ibuprofene).
  • Altri allergeni: polline, forfora degli animali, lattice, punture d’insetto.
  • Fattori fisici: caldo e/o freddo, luce solare, contatto con l’acqua (orticaria acquagenica), pressione sulla pelle, stress, esercizio fisico.

In caso di allergie alimentari e a fattori ambientali, i segni si manifestano entro pochi minuti o alcune ore dopo l’ingestione o il contatto con l’agente scatenante. La maggior parte delle allergie si presenta in forma lieve, ma in alcuni casi, l’orticaria acuta può essere il sintomo di una grave reazione allergica, nota come anafilassi o shock anafilattico. Questa evolve con dispnea, debolezza e collasso, e deve essere sempre trattata come un’emergenza medica.

Si stima. Invece, che circa un caso su tre delle forme croniche abbia causa autoimmune, correlata per esempio a lupus o artrite reumatoide. Più raramente, può essere dovuta ad altre malattie e infezioni croniche: malattie della tiroide, tumori (linfoma, carcinoma polmonare), celiachia, epatite, parassiti intestinali.

Dopo l’anamnesi e l’esame dei segni e dei sintomi dell’orticaria, di solito il processo diagnostico prevede il ricorso a test allergologici.

Questo tipo di test sono generalmente eseguiti su sangue o pelle, e hanno lo scopo di appurare se l’orticaria è dovuta ad allergeni. In caso di orticaria cronica, dal momento che è altamente improbabile che la causa sia di natura allergica, i test allergologici non sono di grande utilità. Quando i pazienti non rispondono al trattamento, o presentano sintomi gravi e ricorrenti, è necessario ricorre a esami più approfonditi, come: esame emocromocitometrico completo (che consente di individuare anomalie nelle cellule del sangue), VES o velocità di sedimentazione degli eritrociti (che permette di identificare eventuali infiammazioni o condizioni autoimmuni), esame delle feci, test della tiroide, test della funzionalità epatica, biopsia cutanea.

Molti casi di orticaria non richiedono alcun trattamento, in quanto i sintomi sono lievi e tendono a risolversi entro pochi giorni.

La terapia di elezione, quando necessaria, è rappresentata dagli antistaminici: vengono somministrati per via orale e sono, come indica il nome stesso, capaci di inibire il rilascio di istamina, riducendo prurito e rash cutaneo, e alleviando i sintomi. Nei casi di sintomi più gravi, come intensità e/o durata, il medico potrebbe decidere di ricorrere a un breve ciclo di corticosteroidi per via sistemica, per le loro proprietà antinfiammatorie e antiallergiche.