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Quali sono gli alimenti che contengono più nichel

Quali sono gli alimenti che contengono più nichel?

Il nichel è il ventiquattresimo elemento per abbondanza nella crosta terrestre. È un metallo pesante presente un po’ ovunque, nel terreno e nelle acque, ed è assorbito dagli organismi viventi, quindi, presente in tantissimi alimenti di origine animale e vegetale. È presente in molti oggetti di uso quotidiano (pentole, occhiali, chiavi, bijoux, monete), nei coloranti per tessuti, nei cosmetici, nei prodotti per l’igiene personale e nei detersivi.

Nel nostro organismo il nichel arriva per inalazione di polveri, per contatto con oggetti metallici o per ingestione di cibi che lo contengono. Una esposizione continuata al metallo può provocare severe reazioni avverse.

La risposta immunitaria scatenata dal nichel è molto importante e di solito si manifesta sotto forma di Dermatite Allergica da Contatto (DAC). Il primo sintomo che può indurre a sospettare una possibile reazione a questo metallo o alle leghe che lo contengono, è la comparsa di una dermatite da contatto che si sviluppa di norma sulla cute delle mani quando queste entrano a contatto con oggetti contenenti nichel (orologi, accendini, cellulari, maniglie, forbici, stoviglie e pentole); ai lobi delle orecchie (bijoux) o anche sulle mucose del cavo orale (protesi). Il risultato è un eczema limitato alle sole zone di contatto con il metallo, accompagnato talvolta da formazione di vescicole, desquamazione e prurito.

Talvolta, però, possono essere presenti anche sintomi a carico di organi diversi dalla cute, con rinite, asma, cefalea, dolori addominali, diarrea, stipsi, meteorismo, vomito. In questo caso si parla di Sindrome dell’Allergia Sistemica al Nichel (SNAS). Si ritiene che in questo caso possa giocare un ruolo molto importante non soltanto il contatto cutaneo con il nichel ma anche la rilevante quantità del metallo che viene ingerita con la dieta.

Patch test

La diagnosi di allergia al nichel per DAC si fa tramite Patch Test, un test che valuta reazioni locali di ipersensibilità causate da contatto cutaneo con l’allergene. Molto più complicata è la diagnosi di SNAS, per la quale sarebbe necessaria una prima fase di eliminazione del nichel, seguita da test di provocazione. In entrambe i casi si tratta di procedure mediche che richiedono la figura di uno specialista.

L’utilità di una dieta a basso contenuto di Nichel per soggetti affetti da Sindrome dell’Allergia Sistemica al Nichel è un tema decisamente controverso, per molti motivi diversi.

Problemi ricorrenti negli studi che indagano questa particolare dieta sono la difficoltà di selezionare soggetti la cui allergia al nichel sia stata diagnosticata secondo criteri precisi, la difficoltà di individuare un test di provocazione standardizzato e, soprattutto, la difficoltà di redigere una dieta il cui contenuto del metallo sia decisamente ridotto. In effetti manca propria la definizione di una soglia che permetta di stabilire se un alimento sia da considerare ad alto contenuto di nichel: in studi diversi si va da valori soglia discretamente elevati, con pochi alimenti considerati problematici, a valori estremamente ridotti che invece portano ad includere nelle liste di alimenti da evitare una quantità davvero rilevante di cibi. La mancata definizione di una soglia non è segno di trascuratezza, ma è dovuta alla persistente incertezza su quale sia la dose minima di nichel in grado di scatenare una risposta.

Il contenuto di nichel degli alimenti è infatti estremamente variabile e risulta decisamente maggiore in cibi di origine vegetale, mentre la presenza in quelli di origine animale è sempre modesta.

Ma anche qui il contenuto di nichel negli alimenti di origine vegetale può presentare variazioni rilevanti, superiori alle dieci volte, in funzione della quantità di nichel presente nel terreno di coltivazione; della stagione di raccolta (il contenuto di nichel nelle piante è generalmente maggiore in primavera ed autunno e più ridotto in estate); della parte della pianta che viene consumata (il nichel tende a concentrarsi soprattutto nelle foglie). Considerate tutte le variabili, è evidente come sia davvero difficile stilare una lista degli alimenti da escludere.

Ecco alcuni consigli utili:

  • Abolire i cibi in scatola
  • Utilizzare tegami in teflon, vetro o in acciaio siglate 18/C
  • Evitare la cottura dei cibi al cartoccio
  • Evitare la carta di alluminio per avvolgere gli alimenti
  • Prediligere il consumo di alimenti conservati in recipienti di vetro
  • Utilizzare carta da forno se si cuoce su padelle o piastre in ghisa
  • Evitare di bere la prima acqua che fuoriesce dal rubinetto, lasciandola scorrere per almeno una decina di secondi
  • Aggiungere il sale nella pentola contenente l’acqua per fare la pasta solo quando raggiunge il bollore
  • Utilizzare sempre dei guanti per evitare il contatto diretto quando si usano agenti candeggianti, detergenti e tinture per capelli, colori, smalti e oli minerali, fertilizzanti chimici, cemento e cosmetici.

Se sospetti di soffrire di una qualche forma di allergia al nichel lo studio medico Malaguarnera di Catania, grazie alla presenza di specialisti in Allergologia e Nutrizione, potrà fornirti una diagnosi differenziale e il conseguente trattamento con un adeguato piano alimentare che permetta di evitare gli alimenti che contengono nichel. Prenota una visita specialistica chiamando i seguenti numeri: 0957150323 / 3471143326.