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Allergia ai pollini

Allergia ai pollini, 10 consigli utili

L’allergia ai pollini è tra le principali cause di allergia stagionale ed è causata dalla presenza di pollini nell’aria. L’allergia ai pollini o pollinosi è una reazione spropositata del sistema immunitario dovuta alla presenza di antigeni che si trovano sui pollini prodotti dalle piante. L’attivazione delle imunoglobuline (le immunoglobuline di tipo E, denominate IgE) provoca un processo infiammatorio delle mucose, dovuta alla produzione di istamina.

La reazione allergica è un processo che si sviluppa sostanzialmente in due fasi:

  1. La prima fase è il processo di sensibilizzazione: il sistema immunitario dell’organismo identifica erroneamente una sostanza innocua nell’aria (allergene) come qualcosa di dannoso e, quindi, inizia a produrre anticorpi per neutralizzarla.
  2. La seconda fase è la reazione immunitaria all’allergene: quando l’allergene entra di nuovo in contatto con l’organismo viene immediatamente riconosciuto come dannoso dagli anticorpi prodotti nella prima fase. Il sistema immunitario attiva così una serie di reazioni di allarme attivando tutti organi deputati alla difesa (naso, occhi, gola, etc.).

L’allergia al polline, anche detta raffreddore da fieno, si scatena in maniera repentina dopo l’esposizione all’allergene.

In questo tipo di allergie si può osservare una certa ricorrenza, legata alla stagionalità e al ciclo delle piante, che producono e immettono nell’ambiente grandi quantità di polline. Alcuni soggetti possono essere allergici a più tipi di pollini, prodotti in vari periodi dell’anno, e quindi soffrire di allergia costantemente.

I pollini sono piccole particelle rilasciate nell’aria dalle piante, che giungono a contatto con le mucose attraverso l’aria inspirata.

Il polline è il mezzo con cui le piante si riproducono. Queste particelle vengono rilasciate nell’aria affinché si depositino su altre piante, nel terreno o sulla pianta stessa che li rilascia per avviare il processo di riproduzione. I pollini che più facilmente scatenano reazioni allergiche sono quelli appartenenti a piante senza fiori, come le graminacee e le platanacee. Spesso questi pollini si ritrovano a chilometri e chilometri di distanza dalla pianta che li ha prodotti e per questo è molto difficile cercare di evitarne il contatto.

L’allergia ai pollini ha un andamento stagionale, poiché ogni pianta ha il suo periodo di produzione.

Il bollettino dei pollini può aiutare i soggetti allergici, conoscendo l’allergene che scatena le crisi, ad evitare quanto più è possibile l’esposizione all’agente allergico. In Italia la stagione di produzione dei pollini comprende nella massima parte i mesi da marzo ad ottobre, con un’alternanza nella presenza dei diversi pollini.

Le allergie stagionali da pollinosi sono scatenati da:

  • pollini degli alberi, che generalmente fioriscono in primavera;
  • pollini dell’erba, comuni nella tarda primavera e nell’estate;
  • pollini delle erbacce, comuni in autunno;
  • spore di funghi e muffe, la cui concentrazione può aumentare durante i mesi caldi.

L’allergia al polline può avere come conseguenza la rinite allergica e l’asma allergica. I sintomi più comuni dell’allergia al polline sono:

  • Congestione nasale
  • Naso gocciolante
  • Lacrimazione degli occhi
  • Starnuti
  • Prurito al naso, agli occhi e alla bocca
  • Prurito alla gola
  • Tosse continua
  • Congiuntivite
  • Gonfiore agli occhi
  • Riduzione del senso dell’olfatto e del gusto

Meno comuni sono alcuni sintomi più gravi, come quelli caratteristici dell’asma, che comportano difficoltà respiratorie gravi e, raramente, shock anafilattico.

Il miglior trattamento per l’allergia ai pollini è evitare le sostanze che provocano la reazione allergica. Ecco alcuni consigli utili che aiutano a gestire l’allergia ai pollini:

  1. In presenza di sintomatologia che possa far sospettare un’allergia respiratoria, la prima cosa da fare è rivolgersi al medico curante e/o allo specialista per la corretta diagnosi e l’identificazione dell’allergene (o degli allergeni) a cui si è sensibilizzati, per stabilire un corretto programma preventivo-terapeutico da mettere in atto prima dell’inizio della stagione pollinica.
  2. Consultare i calendari pollinici per conoscere il periodo di fioritura delle piante responsabili delle manifestazioni allergiche o i bollettini dei pollini per conoscere effettivamente quali e quanti pollini siano diffusi nell’aria.
  3. Prima di scegliere la località e i periodi per le vacanze, è opportuno informarsi sull’eventuale presenza di allergeni. Nella fase acuta dell’allergia possono essere anche consigliati, quando è possibile, brevi soggiorni in clima marino durante il periodo della pollinazione, dato che al mare la concentrazione atmosferica dei pollini è relativamente bassa.
  4. Durante i periodi di pollinazione evitare le uscite e le attività all’aperto nelle ore di maggiore concentrazione pollinica, preferendo le uscite in prima mattina o tarda serata.
  5. Tra le 10 e le 16, periodo di maggior concentrazione di pollini, tenere chiuse le finestre e i finestrini dell’auto ed evitare attività all’aperto o passeggiate in campagna.
  6. Non passeggiare in campi, prati o giardini in cui l’erba è stata tagliata da poco.
  7. In casa e in ufficio, se possibile, usare condizionatori d’aria o generatori di anioni, che abbassano la concentrazione di pollini. Per ridurre gli allergeni, fare attenzione alla pulizia della casa e ricorrere eventualmente ad un aspirapolvere dotato di filtro HEPA.
  8. Se l’auto ha l’aria condizionata, installare un filtro antipolline (da pulire spesso e sostituire ad ogni tagliando).
  9. Usare appropriate mascherine anti-polvere durante i lavori all’aperto. Nei periodi di massima pollinazione, evitare di dedicarsi a lavori di giardinaggio.
  10. Lavare con più frequenza i capelli, in quanto i pollini presenti nell’aria possono finire tra i capelli e poi depositarsi sul cuscino durante il sonno.